Logo FIGC
Banner L'Aquila

News    RSS Feed

filtra per categoria:  Esordi  Eventi  Comunicazioni  


Lezione di comunicazione con la dirigenza de L'Aquila Calcio

Inserito nella categoria Eventi il 27/11/2010 (20:49)

RTO con Aquila Calcio

Prosegue il ciclo di riunioni tecniche tematiche organizzate dalla Sezione Arbitri AIA dell'Aquila: il 26 Novembre si è parlato di comunicazione, un tema fondamentale nel mondo del calcio su cui lo stesso presidente del Comitato Regionale Abruzzese, Pasquale Rodomonti, sta puntando e spendendo molte energie.

Ospiti d'eccezione i dirigenti dell'Aquila Calcio: il direttore generale Fabio Guido Aureli, il segretario avv. Antonio Ranucci e il mister Leonardo Bitetto, ripristinando una tradizione interrotta solo nel periodo del sisma che ogni anno voleva per invitata la più blasonata società del capoluogo abruzzese dalla sezione AIA locale.

L'organizzatore e moderatore dell'incontro è stato l'associato Stefano Massacesi, ora arbitro di Calcio a 5 e grande appassionato di calcio dilettantistico, che ricordava come Aureli fosse giovane ma dalla grandissima esperienza sia come giocatore e allenatore dei campionati giovanili, sia come dirigente con laurea, master e specializzazioni nelle discipline sportive e nel relativo marketing e organizzazione societaria.

Aureli iniziava parlando di quanto importante sia la comunicazione non verbale, citando gli atteggiamenti al momento dell'arrivo al campo di gioco che danno subito l'impressione di un arbitro sereno, sicuro e disponibile, o che, al contrario, lo fanno presupporre come indispettito o presuntuoso.

Il direttore generale si dichiarava però ben consapevole che la terna ha percezioni simili e spiegava quindi come la sua società curasse questo aspetto e cercasse di accogliere nel miglior modo possibile gli arbitri mettendosi tutti a disposizione anche per far capire l'aspetto ambientale che è tipico di ogni località.

Veniva elogiata l'iniziativa del Presidente FIGC Abruzzese Daniele Ortolano di istituire un corso per dirigenti base affinché il livello culturale di tutti gli addetti ai lavori, anche nelle categorie dilettantistiche, possa crescere e con esso la qualità dell'ambiente calcistico inteso in senso lato.

Invitava gli arbitri al buon senso, e a mantenere aperto un canale di comunicazione con il capitano o il mister, sempre nel più assoluto rispetto dei ruoli, mantenendo la propria personalità con cordialità ma fermezza, evitando però atteggiamenti da muro contro muro che alla lunga si mostrano improduttivi.

Tra i vari episodi positivi ed esperienze a contatto con gli arbitri di tutta Italia, Aureli ricordava l'incontro con Stefano Farina, all'epoca ancora in organico come arbitro in Serie A e ora responsabile in Can PRO, che aveva una grande personalità e capacità di farsi comprendere, pur restando sempre al di sopra delle parti.

L'intervento si concludeva parlando di quanto fosse importante l'aspetto comunicativo per la sua società e la relativa immagine, curando tanto l'aspetto sociale e aggregativo, citando la partecipazione in progetti statali come "Giovani per l'Abruzzo" o i vivi complimenti ricevuti da Luca Pancalli, vicepresidente del Coni, per aver organizzato un congresso con la partecipazione di ragazzi diversamente abili impegnati nel catering.

Dopo alcune domande di rito, Massacesi lasciava la parola al mister Bitetto che esordiva con esempi pratici di alcune affermazioni atte ad indispettire l'interlocutore e quindi da evitare, mostrando come la scelta di esprimere fermezza ma anche estrema disponibilità sia l'atteggiamento giusto e fondamentale per relazionarsi con i dirigenti.

Esaltava il potere che gli arbitri hanno, ovvero quello di permettere lo svolgimento di una gara nella massima regolarità, restando per tutta la durata imparziali e al di sopra delle parti, senza subire i condizionamenti esterni delle squadre o del pubblico che inevitabilmente mettono sotto pressione l'operato della terna.

Nel menzionare alcuni episodi vissuti nella sua lunghissima esperienza di allenatore, ricordava come tutti, giocatori, dirigenti e allenatori sbagliano in campo e come fosse umano commettere degli errori anche da parte della terna: l'importante è poter sempre imparare dagli stessi per migliorarsi e saper andare avanti nella prosecuzione della gara con estrema serenità.

Come parte della comunicazione non verbale Bitetto poneva accento su gesti semplici ma importantissimi come lo stringersi la mano o il guardarsi negli occhi e capirsi al volo e, ben conscio delle difficoltà che ogni domenica le terne affrontano, esaltava la figura arbitrale rispondendo alla famosa domanda: "ma chi ve lo fa a fare?" con una bellissima frase: "la grande passione che vi rende dei grandi uomini e veri adulti".

Dopo interventi di grande eloquenza e entusiasmo, non veniva meno l'avv. Ranucci, forte di una parlantina spedita e mai noiosa.
Ricordava come fosse nel mondo del calcio da più di trent'anni e che il suo attuale ruolo di addetto all'arbitro gli abbia permesso di incontrare tanti direttori di gara che poi sono diventati protagonisti dei palcoscenici più blasonati nei maggiori campionati nazionali.

Nel dichiararsi un arbitro mancato, con la sua simpatia Ranucci raccontava numerosi aneddoti ed episodi, elogiando anche le figure arbitrali femminili per la loro cordialità e apertura al dialogo: partendo da questo spunto invitava a non chiudersi o evitare semplici gesti come il sorridere o lo scambio di rapide battute prima della gara che contribuiscono a rendere il clima più amichevole e rilassato, sempre nel rispetto reciproco dei ruoli istituzionali.

Invitando gli arbitri a non farsi condizionare e continuare serenamente nel proprio metro di giudizio ricordava come alcune proteste di giocatori e dirigenti vengano studiate a tavolino per influenzare anche inconsciamente l'operato della terna e concludeva ricordando come la direzione di una gara sia stata buona quando a fine partita si discute esclusivamente dei giocatori e non dell'arbitro.

Orgogliosa del percorso formativo che sta coinvolgendo tutti gli associati, la sezione dell'Aquila è particolarmente soddisfatta per la presenza dei ragazzi del nuovo corso, ormai alle fasi conclusive, che hanno già avuto la fortuna di assistere all'incontro con personalità così importanti e di categorie superiori, ricevendo così conferma che gli insegnamenti impartiti nelle lezioni non sono pure nozioni teoriche ma concetti condivisi e richiesti dal mondo calcistico di cui un arbitro è assolutamente parte integrante.

Il presidente Cortesi nel donare una targa ricordo dell'evento, porgeva il più sentito ringraziamento alla dirigenza dell'Aquila Calcio per il tempo, la disponibilità e soprattutto i preziosi consigli e informazioni che permettono all'AIA, pur restando super partes, di integrarsi sempre di più con le società e di non essere visti come un corpo a parte e quasi ostile.

Nella foto da sinistra il vice pres. Mauceri, il pres. Cortesi, il segretario Ranucci, il mister Bitetto, il dir. gen. Aureli con una targa ricordo dell'evento e l'assistente arbitrale Bianco.

A.E. Patrizio Bassi
Responsabile Comunicazione sez. L'Aquila



Post più vecchi